Area educativa e riabilitativa

Roberta Recchia MusicArTerapeuta nella Globalità dei Linguaggi

Siate diversi, nonostante le relazioni e le distanze più o meno condivise, le rose di domande che affollano la vostra mente, lo stupore, i vocaboli ricevuti che non sempre hanno ardire di guarire. Siate diversi tra le fessure, su soglie segrete, nella fatica che a poco a poco disperde i vostri limiti, negli intrecci di sguardi di chi non vuole o non sa conferire stima a quel che valete. Siate diversi sin dalle radici custodite nel profondo tra idee radicate alla norma, che necessitano mutamento. Siate diversi nel camminare a testa alta o in punta di piedi, su terre di mancato adattamento a ciò che vi circonda, perché sarà in questo preciso istante che compirete meraviglie. Siate diversi nel cercarvi, nel pensarvi e guardarvi come opere oltre frammenti, strappi, tagli o ferite, liberamente e volutamente diversi nel fare di ogni nuovo domani, creazioni di straordinaria potenza espressiva.

Ringrazio la cultura, gli studi, le ricerche continue, l’ardire vivo di quanti, come me, desiderano comprendere ciò che non è sempre evidente. La creatività è fluidità di idee, flessibilità di strategie, è essere autentici e l’intelligenza emotiva è una potenzialità che risiede anche nel coraggio di rompere gli schemi, interrogandosi con immaginazione ed empatia. La parte migliore di ogni essere è custodita in modo intimo e segreto in quel luogo ove prende forma l’arte di vivere di ciascuno. Ispirati dal proprio sentire, sappiamo guardare con occhi interni nel farci portavoce d’intimità.

La mia intervista (Link video di collegamento) come MusicArTerapeuta realizzata dall’Upmat (Università Popolare di MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi, metodo Stefania Guerra Lisi)

La scrittura è scudo d’ingegnosità, artificiosa abilità, intima preghiera, sguardo sulle memorie del corpo, geometria di parole che nascono dalla pittura dei pensieri, specchio del sensibile. La scrittura attraversa il varco del tempo raccontando l’essere con respiro cosciente. E’ trama di un nudo alfabeto, tessitura con cui la diversità, l’irragionevolezza, l’impercettibile e il recondito vengono scolpiti nella materia umana e innalzate a preziosità di senso profondo. Impariamo ad essere creativi in un mondo che collega le persone mediante fili invisibili. E’ nella necessità di percorrere suoli comuni che nascono nuove forme di cambiamento, senza alcuna distinzione, oltre ideologie di massa, perché dischiudano alternativi stili di vita e si riscopra il valore della dignità umana. (Le mie pubblicazioni godono di introduzioni, patrocini e ambiti di ricerca nell’Upmat e Aimat)

La musica come l’amore non ha età e bisogna sentirla per farla. Ne sono convinta da quando osservo i miei allievi, quelli che non arrivano allo sgabello, tra la sete di sapere e i loro mille perché e coloro che, in età avanzata e con pazienza, cercano un magico connubio tra ciò che le loro mani muovono e com-muovono e quanto la loro mente rincorre ancora con grande potenza di desiderio. Credo fermamente nella trasposizione sempre possibile tra i linguaggi artistici, in un’arte globale espressione di sé, che sa scomporre e ricomporre con personale ritmo i vissuti di ognuno, riannodando pensieri, tessendo trame di essenze meravigliose. L’arte è ciò che, sfuggendo ad ogni logica razionale, muta in calligrafia di profonda intimità, in una comunicazione continua tra noi e il mondo.

Ho iniziato a lasciarmi amare dall’arte nell’attimo in cui ho avuto certezza che gli specchi riflettono l’immagine di noi che desideriamo che sia: volti custodi d’intimità, armonia di lineamenti più o meno pronunciati, partiture spettinate dal vento silente di assorti pensieri.

Mi sono immersa in idee sonore cucite come fraseggi sensibili nella giusta misura di spazio e tempo, perché potessero essere condivise con sinestesia del sentire.

Ho permesso che la scrittura dirigesse il caos della mia mente come bacchetta in un’orchestra dal temperamento spontaneo e ribelle, per comprendere la diversità nelle discrepanze e combinazioni, nel poter viaggiare anche controcorrente.

Le storie ricreano assoli e danze non visibili a occhio nudo, tra le pieghe di una pittura da ascoltare, nelle tinte sonore da plasmare, nella potenza evocatrice di quelle strategie di vita, che ogni essere, in fondo, cela.

ArTe e MusicArTerapia Oltre il tempo, le distanze e le differenze, l’arte educa alla visione di archetipi universali, alla comprensione di sé e dell’altro. Traduce idee e vissuti in forme, sfumando le emozioni di chi la pratica nel segno, come lettere vive del proprio sentire. L’arte è ricerca d’identità, sperimentazione di equilibrio tra la propria soggettività e il sociale. E’ innata sapienza del corpo, governata dal principio di piacere e attraverso di essa ogni essere si esprime e comunica. L’individuo diviene opera d’arte con la necessità, il desiderio di ‘saper essere e saper fare’. Spontaneità espressiva, sensorialità ricettiva si fanno portavoce del vissuto di ogni uomo, in una metamorfica fusione di etica, tecnica e bellezza. Si comunica in fondo, perché si esiste e non si apprende se non partendo dalla propria corporeità.

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Curare e aver cura Ogni giorno piccoli passi e valente impegno insegnano che anche le fragilità accrescono. L’obiettivo dell’affannoso inseguimento del benessere, convoglia sovente nel campo della medicalizzazione della vita, nella frammentaria conoscenza o inconsapevolezza di termini ricorrenti quali salute, dolore, malattia, patologia, che si insinuano come granelli di una clessidra in oscillazione continua tra CURARE E AVER CURA. Etica e salute, rischi evitati e scompensi creati, metamorfosi della normalità in una patologia dei disagi, marketing di effetti collaterali, spirali di intossicazioni e medicine affollano le membra, in un binomio di paura e dolenza e confermano che nel mondo il dolore che non risponderà mai positivamente ai farmaci è quello di chi ha paura di vivere la propria normale diversità.

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Il corpo violato Nulla esiste che non sia dentro il nostro corpo, percepito e sentito sulla pelle, medium di relazione. Non c’è situazione di vissuto corporeo che non abbia una risonanza anche mentale né aspetto psichico che non trovi corrispondenza in una reazione fisica. Il nostro corpo, perennemente presente, si modifica, mentre viene oggi erroneamente rimosso da diversi ambiti educativi. Secondo quanto evidenziano studi e ricerche la causa principale di mortificazione per le donne deriva dalle violenze subite. In questo labirinto si scivola quasi inconsapevolmente, partendo da un rapporto che si creda possa essere basato sull’amore e fiducia, ma che tramuta invece in dipendenza affettiva generando vincoli malsani. Più che ‘se questo è un uomo’ mi chiedo ‘se questa è la donna’ così fomentata nella fenomenologia dell’indifferenza. La storia è un disegno che ciascuno di noi ha il diritto di tracciare nell’apertura, confronto e solidarietà, che non esulino dalla dimensione sentimentale, nella netta differenza tra ciò che è bene e vale e ciò che non lo è e non merita. IL CORPO RACCONTA. Dovremmo quindi essere maggiormente attenti ad ascoltarlo e comprenderlo.

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Ferite -Fragilità e Creatività riparatrice dell’Essere Umano nella cura Probabilmente ti sei soffermato sul senso delle ferite nell’attimo in cui le hai vissute sulla tua pelle, nella tua anima. in te esiste il desiderio di rifuggire dalla sofferenza, in te la comprensione che, in fondo, nessuno ne è esente. Ci si interroga sui buchi, sui vuoti, gli strappi, le lacerazioni, i distacchi: sul dolore. Quanto non devi dimenticare è che Uomo è colui che inventa le più disparate strategie di cura, che attua tra necessità e memoria, creative trasformazioni. Avvolgendo fili intricati, l’essere umano ritrova vie d’uscita: egli ricuce, annoda, ripara, ricrea, rammenda. Rammenta. Ogni ferita è materia e forma, metafora della propria storia, di ogni attimo in cui è possibile gioire della ri-uscita.

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Il Progetto Persona Il Progetto Persona è caratteristica saliente e sintesi dell’operatività del MusicArTerapeuta nella Globalità dei Linguaggi. E’ la premessa che qualunque professione e operatività sociale dovrebbe tenere presente. Nella continua ricerca e sperimentazione opera in ambito di accoglienza, educazione, riabilitazione e cura, partendo da una formazione che coinvolge le varie figure dell’equipe, affinché vi possa essere un processo di programmazione e supervisione finalizzata a realizzare percorsi individualizzati e specifici. Si pone come obiettivo di saper entrare in contatto e in comunicazione con la vita di ogni individuo contribuendo al suo stato di benessere (da qui il termine terapia), nel rispetto dei linguaggi umani innati.

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Un mondo rovesciato Un mondo rovesciato. Dalla fatica di un contatto umano alla rivalutazione di un corpo sentito mediante le tecnologie: sentimenti ed emozioni tentano di oltrepassare neri tasti e schermi opachi. Legge del contrappasso di un viaggiare la vita con i ritmi di una freneticità quotidiana che si scontra da sempre con il saper stare, con l’accomodarsi in un non-spazio. Si cercano risposte tra ostacoli fisici e della mente. Convinzione è che la ‘cre-attività’ vince, come la ‘s-drammatizzazione’, l’ascolto di quella musica interiore che non spezzi i fili invisibili ma che, in accordo, sintonia e sinfonia, leghi ancora gli individui gli uni agli altri. Siamo umani e propria all’umanità è l’empatia, che commuove gli animi verso una ri-uscita comune. Da ogni situazione di difficoltà, dalla paura, si genera il coraggio e dal coraggio nascono grandi imprese. Siamo tutti Eroi.

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In sana follia Non è diversità ma paura della diversità la vera follia. L’essere adeguati a una norma, ordine comune e concluso, a volte troppo complicato. Ci sono folli, ma ci sono attimi di follia nella vita di ciascuno e per questo, essa ci abita tutti. Giudizi e pregiudizi generano sofferenza e si diviene folli nella necessità di non appartenere a una realtà che non comprende ed esclude, nel sentirsi ripetere che siamo tutti connessi ma in fondo ci si ritrova, poi, sempre più soli. Follia è ricrearsi con immaginazione un rifugio per non essere ascoltati per quello che si ha da dire o si tenta invano di dire. Follia è il senso giocoso della vita, epilogo satiresco, monologo di congedo da sé, alter ego che ama distinguersi dalla serietà di una noiosa desolazione terrena.

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A volte è nei comportamenti definiti “insensati” che ci si sofferma sul concetto di normalità e diversità. La ricerca di senso è ciò che consente agli esseri di confrontarsi sulla propria storia, in uno scambio sensibile e continuo fra mondo interno ed esterno. Bisogna comprendere il senso degli eventi al di là del nominarli, nella divergenza esistente tra cura e aver cura. Ogni disumanizzazione nasce dalla negazione del sentire che impedisce la formazione della persona. Per integrare è necessario non adattare il “diverso” al “normale” ma trovare un codice comune per tutti gli esseri umani. (Dalle mie ricerche sull’epilessia, sull’autismo e sugli stati alterati di coscienza, l’Università Popolare di MusicArTerapia di Roma)

Le favole aiutano i bambini a crescere, a comprendere il mondo che li circonda. Con le favole possono sognare, sperare, credere in se stessi. L’aspetto ludico è fondamentale mordente nella vita e nell’apprendimento. Il viaggio che l’Eroe compie in ogni storia, scritta come umana, diviene modello di lettura di una vita intera. Siamo permeati di memorie affettive profonde, educati al sogno e al segno, che esplorano il mondo tramite forme immaginative e creative. Le emozioni e i sentimenti ci informano su come siamo impegnati a costruire i contesti di cui siamo parte. Lavorare sul sentire, ha come obiettivo la consapevolezza di un’alfabetizzazione emozionale sin da piccoli. Essere empatici, stabilire legami sociali, creare una mappatura del proprio cuore, potenzia quell’intelligenza emotiva in grado di preservare e sostenere positivamente le relazioni umane. Bisogna imparare a “sporcarsi” le mani con i sentimenti, passando anche attraverso le paure, i disagi, creando aspettative positive di riuscita, personali e irripetibili come la storia di ognuno.

L’Arte di crescere Link di lettura