Recensioni letterarie

Amo la poesia che fa domande e che nasconde le risposte tra versi evocanti sensazioni a volte sopite dentro di noi. Mi lascio trascinare dai venti impetuosi delle emozioni, quando le liriche si appoggiano dolcemente e selvaggiamente alla natura e da essa partono per tornare sempre, dopo aver sapientemente attraversato i sentieri dell’animo. La poesia diventa, allora, personale e collettiva, parola che nasce nel ventre del poeta e muore nel cuore del lettore, per rinascere dentro di esso, in una resurrezione che si nutre di speranza per divenire nuovo frutto.

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“Molti studiosi ritengono che l’algoritmo trovato da Ada per chiedere alla Macchina analitica di generare una tavola di numeri di Bernoulli dovrebbe essere riconosciuto come il primo programma per computer, e lei dovrebbe essere considerata la prima programmatrice di computer. Altri non sono d’accordo.” (Perché era una donna, aggiungo io) Tutti conosciamo, anche solo per averlo sentito nominare, il grande poeta romantico inglese Lord Byron. Ma credo che pochissimi sappiano dell’enorme contributo che la sua unica figlia legittima, Ada Augusta, dette al mondo della matematica.

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“Non c’è bisogno di viaggiare o di compiere eventi eclatanti nella propria vita per dire di aver vissuto veramente.” Questa riflessione di Sara Staffolani, autrice del libro “Le colline, il tramonto e un cane. Vita e poesia di Emily Dickinson”, edito da flower-e nel 2019, basterebbe, da sola, a descrivere l’immensità della vita e dell’opera della più grande poetessa americana, Emily Dickinson che, appunto, scriveva:

Non vidi mai brughiere
e mai non vidi il mare:
pure so com’è l’erica,
so quale aspetto ha l’onda.

Non parlai mai con Dio
E non visitai il Cielo,
pure conosco il luogo
quasi ne avessi il biglietto.

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Da san Giuseppe a san Martino. Era più o meno questo l’arco temporale nel quale si svolgevano le vicende dei bambini che lasciavano le proprie famiglie e le proprie case per andare a lavorare nelle ricche regioni della Svevia. All’origine del triste fenomeno vi era la grande povertà che contraddistingueva l’Alto Adige, la Svizzera e l’Austria occidentale, soprattutto le zone di montagna. Molti bambini, che già lavoravano nelle campagne, nei periodi di maggior difficoltà economica venivano dirottati verso il lavoro stagionale nelle zone più floride della Svevia. Ed era proprio a marzo che iniziava il difficile e doloroso cammino di questi bambini, di età compresa tra i 5 e i 14 anni. Il viaggio, in condizioni climatiche avverse e di molti chilometri, era faticoso ma anche pericoloso in quanto bisognava inerpicarsi per i sentieri di montagna e dormire in accampamenti di fortuna. Ad accompagnare i giovanissimi bambini e ragazzi era spesso un prete, per garantire che tutto si svolgesse in modo corretto.

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Scrivere di donne. Coniugare la vita al femminile. Decantare sentimenti, leggende, ricordi e riti attraverso la bocca, le mani, i sensi delle donne. Cogliere la vita nuova tra le braccia e soffiare su di essa l’alito della morte. Emma Fenu, dea sarda avvolta dal vento e dal mare, racconta una storia di carne e di spirito. Una storia che incanta, facendo vibrare le corde dell’animo come un archetto nelle abili mani del violinista. Una storia profumata e colorata quale è la terra di Sardegna. Una storia dolce e amara come il miele.

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Una storia intensa. Un turbinio di voci che raccontano. Un paesaggio che cambia, nel tempo e nello spazio, e che accompagna il lettore in un viaggio altalenante tra passato e presente, ricco di sorprese e di rivelazioni. Un romanzo che appassiona facendo breccia nel cuore di chi legge. Tutto questo, e molto di più, è “L’ultimo arcobaleno” di Gabriella Raimondi, edito da PlaceBook Publishing nel 2020. L’autrice, attraverso la storia della vendita di una tenuta nel vercellese, ci presenta i personaggi del suo libro: sono i discendenti di terza e quarta generazione di una famiglia di contadini che vengono riuniti per questioni di eredità. Sono uomini e donne provenienti da più parti del mondo, dove si sono ormai stabiliti a vivere, e basterebbe una firma per concludere velocemente la vicenda. Ma non andrà proprio così…

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