Recensioni letterarie

“La lettera” è un romanzo di Kathryn Hughes del 2015 edito da Nord nel 2016. Una storia d’amore. Una storia di violenza. Una storia di speranza. Ma anche di dolore, ignoranza, incomunicabilità, egoismo. Tanti sono gli ingredienti del romanzo “La lettera”. E come in una ricetta piuttosto complessa, tutti questi ingredienti si mescolano nelle pagine del libro, si coprono l’un l’altro, si amalgamano fino al risultato finale, forse un po’ scontato ma gradevole.

Tina, una giovane donna inglese intrappolata in un matrimonio con un uomo violento, trova casualmente, nella tasca di un vecchio abito usato, una lettera, mai spedita, risalente a più di trenta anni addietro. Cercare di dare nuovo respiro a quel ricordo ormai lontanissimo, diventa, per Tina, il modo per provare a dare nuovo respiro a se stessa, cercando di sfuggire, così, a una squallida e triste quotidianità.

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“Il profumo” è un romanzo di Patrick Süskind del 1985, edito da Tea nel 2014. Mi sono accostata alla lettura di questo libro carica di aspettative dopo averne sentito parlare in modo straordinario. Credevo di accingermi a leggere la storia di un mago dei profumi, non per forza una storia vera ma quanto meno veritiera. Ho scoperto, invece, tutt’altro, addentrandomi nella lettura di quella che credo di poter definire come una favola dai contorni macabri e impensabili.

Nella prima metà del 1700 nacque a Parigi, città nella quale “regnava un puzzo a stento immaginabile per noi moderni”, Jean-Baptiste Grenouille, genio ambizioso con un particolarissimo dono, quello di riuscire a cogliere ogni minimo profumo, anche il più insignificante e anche quelli impercettibili a un comune mortale. Anomalia bizzarra, ma dall’intrinseco significato, Grenouille non ha un odore proprio.

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“Una casa tutta per lei” è una piccola antologia di racconti intervallati a brevi saggi a cura di Valeria Bianchi Mian, che ha anche illustrato l’intera opera, ed Emma Fenu, con la postfazione di Maria Antonietta Macciocu, edito da Golem Edizioni nel 2019.

La casa. Il rifugio delle nostre pene, dei nostri affanni. Lo scrigno prezioso custode di ricordi e memorie. La culla che ci ha protetti per poi offrirci al mondo. L’abbraccio caloroso alle nostre solitudini. La carezza che asciuga le nostre lacrime. La mano che ci colpisce, a volte. La casa è il luogo delle relazioni affettive ma anche dell’odio e delle paure. La casa quale punto di partenza. Stazione di rifornimento a cui rifocillare le nostre emozioni. La casa quale punto di arrivo. Luogo scelto o che ci sceglie.

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“Murate vive. Marianna de Leyva e le monache di Monza” è un romanzo storico scritto da Bruna K. Midleton ed edito da Bonfirraro Editore nel 2019. Basta il titolo del libro a rievocare la figura della monaca di manzoniana memoria. E come lei, chiuse nei conventi, tante altre ragazze che, contro la propria volontà, furono obbligate a vestire l’abito monacale e a subire una serie di ingiustizie e di soprusi che le segnarono a vita.

Nel monastero di santa Margherita, dove le suore del romanzo erano recluse, accaddero fatti e misfatti da far accapponare la pelle, con la complicità di suore e preti privi di scrupoli e con l’aggravante di un’autorità ecclesiastica che, dopo aver privato le giovani della propria libertà e averle fatto subire prepotenze e comportamenti lascivi di ogni tipo, inflisse loro il calvario della tortura negandole, infine, il conforto di una possibile redenzione.

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“Il giardino di Amelia” è un romanzo di Marcela Serrano, pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2016. La vicenda narrata nel libro si svolge in Cile, durante gli anni Ottanta, sotto la dittatura del generale Pinochet. Miguel Flores, giovane rivoluzionario, viene arrestato durante una manifestazione e mandato al confino nei pressi della tenuta “La Novena”, la cui proprietaria è la ricca signora Amelia. Ben presto, tra i due, diversissimi tra di loro, nasce un profondo legame, reso ancora più saldo dall’amore in comune per i libri e la lettura.

Nel suggestivo scenario cileno, la storia prende vita attraverso una narrazione molto particolare. L’autrice salta continuamente dal presente al passato, dal racconto per bocca di Miguel a quello per voce di Amelia, dal parlato in prima persona a quello in terza persona, in un intreccio che non confonde e non disturba ma che, anzi, ravviva il racconto in modo sorprendente tanto che il lettore sembra proiettarsi tra le pagine del libro e diventarne tutt’uno.

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“Nessuno al posto tuo” è un romanzo di Erika Zerbini, pubblicato da Panesi Edizioni nel 2019.

Quanto è stato scritto sulla violenza contro le donne? Quanto è stato detto, rappresentato, discusso su questo terribile e attualissimo tema? Sicuramente tanto ma non abbastanza.

La violenza sulle donne è ormai una triste piaga sociale dei nostri tempi, una calamità innaturale che miete vittime senza arrestarsi di fronte a nulla. Ceto sociale, condizioni economiche, cultura, povertà, ricchezza. Niente mette paura al mostro. Niente lo ferma.

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Adele è un monologo teatrale scritto da Giuseppina Torregrossa, insignito del Premio Roma 2008 “Donne e Teatro” ed edito da Nottetempo nel 2012.

Ambientato nella Sicilia degli anni Sessanta, questo monologo teatrale in tre atti ci presenta uno spaccato di vita domestica inquietante e angoscioso dove Adele, la protagonista, attraverso un vero e proprio viaggio nella memoria, racconta la sua triste storia.

Una storia di violenza, di rassegnazione, di incomprensione.

Con un linguaggio crudo e asciutto, colorato di espressioni dialettali che rendono il racconto ancora più carnale, Adele apre la scatola dei ricordi attingendone a piene mani, senza sconti e senza inutile pietismo.

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Il respiro della luna” è il primo romanzo di Gabriella Raimondi, pubblicato dalla casa editrice Torri del Vento nel 2014.

Una storia di donne. Un intreccio di vite e di destini. Un epilogo che lascia una piacevole sensazione di positività. Tutt’intorno, la magica atmosfera di un Paese misterioso e particolarissimo: l’India.

Dedicato a tutte le donne che non riescono a leggersi dentro.
In ognuna di esse c’è una parte di me.

Asia, Letizia, Nicoletta e Uma si ritrovano sullo stesso aereo che le porterà, per motivazioni diverse, in India. Ognuna di esse ha un bagaglio materiale ed emotivo che le accomuna e le diversifica.

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L’eredità di Eszter è un romanzo breve scritto da Sándor Márai, pubblicato a Budapest nel 1939 ed edito in Italia da Adelphi nel 2003.

Basta leggere poche pagine di questo libro per (ri)trovare lo stile narrativo di Márai e del suo romanzo più famoso, Le braci. Sembra addirittura di rivivere la stessa situazione: l’attesa del ritorno di una persona dopo tanti anni e la presenza di una donna fidata accanto alla protagonista, un faro dalla luce tenue e mansueta che mi indicava la direzione da seguire.

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Scritto con passione e spontaneità, “Passo dopo passo. La mia storia” è un lungo racconto di vita e di amore per la danza, parole che sgorgano da un animo puro e semplice come l’aria che si respira in campagna, quella campagna che ha preservato la naturalezza di una persona consapevole del duro lavoro svolto e del brillante risultato raggiunto. Orgogliosa e fiera di sé senza essere altezzosa, la ballerina ricorda anche gli errori commessi, l’essersi, a volte, lasciata abbagliare dall’ambizione che l’ha condotta verso scelte non positive per la sua carriera, e qualche rimpianto.

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