Poesie

In punta di piedi
un abito rosso
annega nell’oro dei capelli
respira speranze
discioglie nebbie d’incertezze
immagini ansimanti
arie malsane
che ingrandiscono ogni cosa.
Piedi nudi raccontano
parole strette
incastri tra spazi vuoti
abissi di energie sprecate
fantasie uccise
rigide prigioni di un trattenersi.
Balzi di felicità
scuotono dall’anima
insicurezze presidiate da fantasmi
abitazioni di solitudine e smarrimento.
Polveri dipingono sussurri
girovaghi atei di brividi
e gelido sgomento.
Con contiguità
perde strada la paura
all’avanzare dei tuoi passi
ove disordini mutano in oasi di pace.

Roberta Recchia
(menzione speciale Concorso Internazionale di poesia “I colori dell’anima” )

Sotto un pezzo di cielo
oltre frammenti opachi
perde equilibrio la brina.
Restano fuori le stelle
dipinte con inchiostro di ghiaccio.
Un bacio tra le rughe del viso
versi strappati qua e là alla malinconia
capelli disordinati dal tempo.
L’amore rompe i silenzi
negli incastri di spazi vuoti
affidando al presente che viene
e viaggiando tra mille da farsi
parole scolpite
sorrisi accennati
trame di desideri
monologhi infiniti.
Viviamo ogni attimo
scorza profumata e silente
storie sussurrate che pretendono chiarezza
oltre crepe e ombre
metamorfosi in divenire
pelli mutevoli di memorie.
Roberta Recchia
(menzione speciale Concorso Internazionale di poesia “I colori dell’anima” )

Raschia la memoria domandandosi ove sia la felicità.
Trattiene i pensieri come fiato in apnea.
Il suono di un bacio sradica steli di paure
sguardo su un mondo di follia e poesia.
Parole leggere
idee cucite su pagine piegate
vestiti disordinati che a stento mitigano il freddo.
Sa di buono anche il cuore,
orologio che girovaga con armonia
sussurrando tutto l’amore che ha dentro.
In una danza incandescente
lontano da asfalto e cemento
dondola la luna
nel racconto di una fiaba che in punta di piedi
sia inizio di un nuovo domani.

Roberta Recchia
(menzione speciale concorso internazionale di poesia “I colori dell’anima” )

Riposano
i ricordi
tra le lenzuola
della memoria. 
Nei labirinti
impraticabili
della mente
tacciono i dolori. 
Un pensiero scalpita
nell’anfratto buio
che nasconde
la luce. 
Schegge di allegria
perse nel vuoto
reclamano
a gran voce
un palcoscenico. 
Attore solitario
– il silenzio – 
cerca la sua ombra

Federica Sanguigni (pubblicazione sul mensile di attualità, cultura e sport L’Araldo)

Sgrano un rosario 
di istanti opalescenti
che alla mia memoria
dolcemente si abbrancano. 
Nel pulviscolo 
di quegli attimi condivisi 
scorgo l’essenza dell’amore
che si inchina 
davanti a due anime elette
e che del tempo
l’incedere non teme. 
Impavida avanza
una carezza. 
La carne attraversa 
e leggera si muove sotto pelle
in un labirinto 
di fuoco e di silenzio. 
Nessun affanno. 
Nessun tormento. 
Alla tremula luce 
di una candela 
non esaurisce la sua fiamma 
quel che nacque
dalla terra e dalle stelle.

Federica Sanguigni (pubblicazione sulla rivista letteraria L’Irrequieto)

Stringerò la tua mano
anche quando la mia
tu lascerai.
Finché l’alba
di sé mi farà dono
per te
io ci sarò.
Come il sole
in un giorno di pioggia
riposto dietro una nuvola.
Quale luna silente
in attesa del tuo ritorno
nelle notti algenti del dissapore
strillato in un ostico no.
Sarò il porto sicuro
a cui attraccheranno
le tue inquietudini.
La tacita cura
di invisibili piaghe.
Sarò orma
lungo il tuo cammino
e bivio senza inganno.
I miei occhi incastrati
dentro i tuoi occhi
da quel dì
quando ti conobbi
mentre tu mi (ri)conoscevi.

Federica Sanguigni (pubblicazione sull’antologia del “Premio Dragut 2020”)