Dialoghi d’Arte. Rita Bonetti: la poesia di un’anima libera

Tra i versi passionali e intimi di Rita Bonetti, amo spesso perdermi in brevi sogni a occhi aperti che mi seducono prendendomi per mano e solleticando le mie emozioni.

Le figure della natura, lo scorrere del tempo, una velata malinconia e una passionalità intensa e viscerale sono gli ingredienti che mai mancano nella poesia di Rita. La poetessa indaga nel suo animo e pare voglia invitarci a fare altrettanto. E mentre gioca sapientemente con le parole e le emozioni, al lettore arrivano sensazioni nuove che vanno a confondersi con ricordi e memorie proprie.

“L’incontro con la poesia è di vecchia data: ho sempre scritto poesie, sin da bambina, ma come una specie di atto naturale, non accompagnato da nessuna consapevole ambizione e, come tanti fanno, ho sempre conservato i miei versi “nel cassetto”. Casualmente, mi sono trovata a partecipare a una gara di poesia ottenendo un piccolo riconoscimento che mi ha dato il coraggio di condividere i miei versi.  Con il nome d’arte di Ritabù, ricordo del mio soprannome infantile, ho deciso di pubblicare i miei scritti sui social e di continuare a farlo, componendone altri, fino a pubblicare, nel 2019, una silloge poetica dal titolo “Persiane Blu”.

Nel cielo greve di nubi che lascia il posto a una luna fredda, nel passaggio nostalgico della stagione dell’estate, nell’equilibrio precario della vita, la poetessa intreccia pensieri scaduti nel silenzio grigio della strada, mentre l’acqua lava le piaghe/ colma gli interstizi/ riconduce nel grembo. Versi leggiadri e profondi come passi di danza su un palcoscenico, in un teatro solitario che non ha ancora calato il sipario.

“Sono nata a Bologna alla fine del mese di maggio di un anno che le signore non amano rivelare. Da parecchio tempo vivo in un paese dell’hinterland bolognese immerso nel verde e nella tranquillità. Ma se una persona nasce in un piccolo vicolo situato nel centrocuore della città, potete trasferirla dove vi pare e rimane comunque bolognese D.O.C. (cittadina del centro città), nel profondo del suo essere e per sempre.

Amo il mare, la primavera e l’estate, la musica di ogni genere e la pizza. Ho vissuto diverse esperienze lavorative, anche molto lontane dai miei interessi letterari, ma che hanno contribuito alla mia crescita personale e mi hanno aiutata nella conoscenza di me stessa e del mondo che mi circonda. Appassionata di antropologia, in particolare all’evoluzione dell’uomo, mi sono laureata in Archeologia indirizzo Preistoria, presso l’Università degli Studi di Ferrara, collaborando in seguito con Musei di preistoria e Archeobotanica.” 

Nelle sue poesie, Rita Bonetti canta spesso l’amore. Il nobile sentimento si accende di passione, di sospiri e di silenzi, di una carnalità essenziale che palpita nell’animo della poetessa divenendo luce pulsante o effimera illusione.

E siamo ancora qui

Dissolto il tempo

in cui bevevo i tuoi sguardi

l’alito tiepido offusca i sogni

si dilegua e il respiro affonda

nell’illusione di esserci ancora.

Le parole si infiammano come pietre che sfregano tra loro, i versi rimandano a giochi di pelle e di profumi, di bocche che si saziano di baci, di parole taciute perché, sovente, non necessarie. Eleganza e raffinatezza non abbandonano mai la penna della poetessa.

Sull’impronta delle tue labbra

metto le mie

è sorso caldo

stupita

la mia bocca

si colma di te

“Le mie fonti di ispirazione sono la natura, l ‘amore e il sogno.  Una fame d’amore inesauribile che cerca conforto nel susseguirsi delle stagioni, in un alito di vento, nella risacca dell’onda, in un tramonto incantato, nel fascino che il cielo e l’universo esercitano su di me. Al di sopra di ogni quotidianità è il sogno, un collegamento diretto con l’infinito. L’amore, la natura e il sogno rimangono anche i temi dominanti dei miei ultimi scritti, caratterizzati però da una maggiore intensità di introspezione, una sorta di “scavo” alla ricerca della mia identità.  Mi è apparso chiaro il legame tra le mie due grandi passioni: il lavoro dello scavo finalizzato alla ricostruzione della storia di tanti e lo scavo in me stessa attraverso la scrittura per ricostruire la mia storia personale.”

(I versi delle poesie contenuti in questo articolo, e le fotografie, sono di esclusiva proprietà di Rita Bonetti)

Federica Sanguigni

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