Musicalità materica: Ilaria Benzoni

Condivisioni, identificazioni profonde, intimità in oscillazione creativa, reinventano metaforicamente spazi, scrigni di rituali e incontri di sintonica allegria. Soggiace l’apparente staticità materica e s’indaga il visibile nella curvilinea tridimensionalità di forme evocative.

Orizzonti nitidi
scenari immediati
s’improvvisano cristalli
sotto un sole di parole

Si modificano ambienti, appartenenze a nuovi modi di progettare porte accessibili al cuore. Dall’io sono all’io abito, meta del vivere è ritrovare se stessi. Materie gentili, germogli del sentire, risuonano come racconti di echi profondi e codici di viaggi interiori.

Eremi di stelle
orli eclissati dal vento
gocce blu cobalto
impastate col bianco del tempo

Nel dialogo di memorie emotive, riecheggiano i pensieri, cromie velate su sparititi di un’estetica comunicativa che dilata i sensi. Torsioni e slittamenti dell’inconscio, spaziano con libertà compositiva per tradurre respiri espressivi e interrogarne la natura.

In foglie di attese
mutano i pensieri
naufraghi sogni
clandestini
su arcane terre

Con peculiare sperimentazione ed eloquenza di forme, modulano tensioni di volumi, intime cavità e snodi poetici. In un ermetico gioco di pieni e di vuoti, la lineare sensibilità percettiva calibra sinestesicamente un linguaggio cadenzato da stratificazioni interiori.

Articolo Roberta Recchia

Opere Ilaria Benzoni

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