Le parole che non ti ho detto

Rara dovrebbe essere una cosa bella e unica, un’eccezione, qualcosa che avviene con poca frequenza. Raro è un drago alato contro il quale, in ogni favola, si combatte, ma che al contempo, attende di essere stupito, nel vederci pronti e coraggiosi, nel riuscire a guardarlo negli occhi oltre i nostri elmi. Se un giorno tu non credessi più nelle favole, allora saprò proteggerti da quelli che incontreremo sul nostro cammino.

Essere catapultati in una realtà inversa di camici bianchi, terapie ed effetti collaterali, in balìa di attese e valutazioni, nella difficile ricerca di senso di quello che a volte accade, non dà adito di cancellare le tue fantasie, gli affetti e le speranze, nella certezza di ricostruire un universo di significative aspettative ed emozioni.

La vita è un treno che puoi sentirti pronto ad attendere o no, in un’attesa fatta di coincidenze, ritardi o imprevisti. Guarderai il tabellone degli orari, con speranza e impazienza, tra mille numeri e lettere impazzite di una roulette russa. Ogni vagone racchiuderà occasioni alle quali non vorrai rinunciare, ma che capiterà di veder svanire. Ricorda che un treno sa anche sempre viaggiare in entrambe le direzioni, mentre osservi paesaggi complicati, che scorrono freneticamente, distese di terreni come incastri di puzzle aridi e non facili da coltivare. Scegli il tuo bagaglio, riempilo con vestiti di speranza, di curiosità e positività, perché ogni cosa dipende, dall’esser cercatori di emozioni, nel rischiare anche di dimenticare qualcosa e dover imparare l’arte di arrangiarsi. 

Prendi fiducia dei tuoi piccoli passi possibili, tra sassi sbriciolati che luccicano al sole, sui tuoi disegni affidati alla sabbia bagnata. Continua a scrivere la tua storia, tra orme, versi scalfiti, pagine stropicciate, tra lo stridore di freni taglienti come lame di ferro che costringono a volte a serrare i denti e tener duro.

Nell’assenza di retorica, etica o morale sogna l’aver cura e non più il curare, in battaglie che possono essere combattute insieme. Tra dubbi e tremori, nell’inspirare ed espirare pensieri che profumino ancora di qualche positività, auspica che del male resti il bene, in un’invincibile fiducia di percepirti nudo, indifeso ma vivo, nei salti al buio, nei barlumi di umanità, nel riecheggiare di preghiere universali e pronunciate col cuore, che giungano in ogni luogo, pur sospeso e non molto lontano da qui.

Lettera di una madre. Giornata delle Malattie Rare

Articolo Roberta Recchia

Opera di Nevia Amaolo

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