CREattivaMENTE

Se vi siete domandati il motivo per cui alcune persone mostrano una mente fervida di idee, mentre altre, pur intelligenti, si rivelano negate alla creatività, la risposta può risiedere nel riflettere su un pensiero laterale, divergente o creativo, che non corrisponde ad una formula magica, ma che consiste in un differente modo di servirsi del proprio intelletto. Se di fronte a un problema apparentemente insolubile, avete afferrato la soluzione avanti ai vostri occhi, è per nuove interpretazioni della realtà alle quali avete dato spazio con spirito di scoperta, aprendo un varco verso nuove direzioni.

Chi potrebbe rischiare di non progredire nel miglioramento personale e sociale, per colpa di idee fallimentari? Eppure tesoro autentico risiede nel seguire anche quelle che normalmente si ritengono effimere e quindi scartate da considerazioni e valutazioni. Sono elementi vitali dell’io, la ricerca di libertà, il desiderio magari anche di poter sbagliare o rischiare.

Ogni cosa dipende: dall’intelletto umano che preferisce logiche già solcate e sicure, dalla propria formazione culturale, dal contesto sociale, dalla disponibilità di polarizzarci o meno attorno a vecchie e obsolete idee. L’arte, il pensiero e l’inventiva hanno radici in pulsioni istintive biologiche, nel tentativo di ricostruire un mondo interiore, che sentiamo internamente distrutto o aggredito, nel desiderio di comunicare. Con strategie creative ci si autorealizza, si osserva il mondo nella sua unicità. Con spirito di avventura e scoperta, meraviglia e stupore, si collegano idee solitamente lontane l’una dall’altra.

Se rendiamo fecondo il nostro pensiero produttivo, sarà più agevole il verificarsi di quell’insight, di quell’intuizione per indossare nuovi abiti, interpretare ruoli inusuali o mutare prospettive e punti di vista. Siamo artisti di una melodia oltre le singole note, di una straordinaria fluidità di soluzioni, flessibilità di strategie, innovativa originalità. Trasformiamo, frammentiamo, rielaboriamo, associamo informazioni in prodotti comunicabili ad altre persone. Nel bisogno di adattamento o meglio di accomodamento alla realtà, risulta determinante l’attività immaginativa, la capacità di staccarsi dall’ovvio e ordinario, per farne eredità che muove i passi con motivazione e spirito critico.

Sarebbe interessante capire meglio ciò che ci caratterizza, come testi che rivelino nuovi modi di essere e saper essere, come tasselli di un meraviglioso puzzle, nel dare vita tra vaghi schizzi e bozzetti d’autore, all’assemblaggio illuminante e commovente che riflette sul “pensare” e ancor più sul “come pensare”, che ci pone di fronte a un problema con atteggiamento emotivo, distaccato, riflessivo, intenzionale o positivo. E voi di che pensiero creativo siete?

Roberta Recchia

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