Nell’acquario della vita

Siamo pesci che si cercano come versi di poesie, fuor d’acqua, prede o predatori nell’acquario della vita, dai confini trasparenti e indefiniti.

Un mosaico di tessere policrome bianche e blu egizio: ricchezza di uno scenario naturale. Calligrafici motivi geometrici rievocano suggestioni fantastiche e riflettono l’ampiezza di moti intimi ove traspare la vera essenza di una natura che muta la culla dei pensieri.

Meduse, squali, balene, stelle marine, ricci strettamente racchiusi: siamo pesci volanti dalla forma allungata per acquisire velocità e solcare la superficie, con grandi pinne come ali per spiccare il volo e battere la coda sott’acqua.

L’immensità del mare prende forma nei flussi stratificati di raffinata bellezza. Nell’elemento acquatico, sospiri e moti umani indagano con dovizia di particolari, la melodiosa ripetitività di onde nostalgiche.

Non vedo confini tra cielo e acqua, e nel mezzo, con la coda dell’occhio delineo nuovi orizzonti. Restare e galleggiare in un tempo che è altrove, vivere tra un respiro e l’altro, scendere in una dimensione nella quale la voce interiore la si ascolta di più. Indossi una muta invisibile, perché l’acqua coinvolge e avvolge.

Dialoghi interiori, spartiti raffinati.

Chi, nel mare, non riesce a perdersi per poi ritrovare se stesso?

Roberta Recchia

opera di Emanuela Battista

in versi in corsivo sono tratti dal racconto “Controcorrente” del libro Da me a te. Andata e ritorno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...