Siamo quello che doniamo

Arriva per tutti quel particolare momento in cui ci si ferma a riflettere sul proprio percorso di vita. Accade sovente che dopo una malattia, o una delusione d’amore, oppure una perdita importante, si osservi intorno, con uno sguardo ancorato al passato. Quasi senza volerlo, subentra una nota di malinconia, una nostalgia struggente che si insinua tra le pieghe della memoria e dell’anima, reclamando spazio per sé e completa attenzione. La domanda che spesso ci si pone riguarda la conoscenza di sé, di ciò che si è fatto della propria vita, di quello che quest’ultima ci ha dato e di quello che ci ha tolto. Il classico bilancio che, non di rado, si chiude in perdita.

Io sono tutto l’amore che ho dato
tutto l’amore incondizionato
l’imbarazzo dietro al vanto
un sorriso dentro al pianto
Io sono tutto l’amore che ho dato
mare in tempesta e cielo stellato
poco prima di uno schianto
un sorriso dentro al pianto

Ph web

Il nuovo singolo di Ornella Vanoni, artista italiana dalla voce elegante e raffinata, scritto insieme con Francesco Gabbani, è una canzone che assomiglia al tempo che viviamo, per usare le parole della cantante stessa. Un tempo indubbiamente precario, in cui tutte le certezze vacillano e nel quale ognuno di noi si aggrappa all’essenziale cercandolo nella quotidianità.

Un sorriso dentro al pianto è un titolo che comunica sensazioni molto forti e, allo stesso tempo, di grande delicatezza e romanticismo.

Io sono tutto l’amore che ho dato, un verso di una poesia quasi estrema, sicuro e consapevole, un riconoscersi nel dono di sé che si è stati capaci di essere. Dare incondizionatamente, l’azione più grande che ci sia. Dare senza aspettativa, senza ricompensa, in un’offerta gratuita che arricchisce non solo chi riceve ma anche, e soprattutto, chi dona. Dare che deve necessariamente trasformarsi in scambio nel rapporto a due, perché non ci si può offrire all’altra/o senza avere lo stesso dono, “l’amore è un dialogo, non un monologo. Non si regala l’anima a chi non è disposto a regalare la sua.” (Oriana Fallaci in “Penelope alla guerra”)  

E i sentimenti diventano grandi amori solo da desiderare, restando per sempre in equilibrio sopra a un’emozione che capovolge l’esistenza alle persone.

La canzone della grande artista italiana è una melodia che assume le sfumature malinconiche dell’amore che non è più. Una carezza al cuore sofferente, spezzato dalla realtà che, in tutta la sua asprezza, si impossessa del ruolo di protagonista, infrangendo, come piatti caduti a terra in mille pezzi, sogni e speranze. Sorridere nel pianto diventa, così, la cenere da cui risorgere, aprendo le ali e tornando a volare.

E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare

©Federica Sanguigni

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