“A quanti piacerebbe raccontare la propria storia ma non sanno da dove iniziare?”

Roberta Recchia e Federica Sanguigni, autrici del libro Da me a te. Andata e Ritorno. Storie di normale diversità, ci raccontano quattro storie di normale diversità, attraverso un iter conoscitivo del mondo e dell’essere umano, una vera pòiesis nel suo più autentico significato di “creazione”.

Il filosofo tedesco Novalis, nel frammento 1188, affermava: “Poetare è generare. Ogni produzione poetica deve essere un individuo vivente”.

Questa breve ma intensa creazione artistica, nella globalità dei linguaggi della letteratura, della poesia, dell’arte figurativa e della musica, dà voce a persone considerate “diverse” da persone considerate “normali”.

L’atto di questo iter conoscitivo non consiste semplicemente nel riconoscere un logos che regola i fenomeni esterni, ma è creare soggettivamene la realtà.

La struttura del prosimetron, arricchita dalle illustrazioni di opere di Emanuela Battista, si rivela un espediente stilistico poliedrico e coinvolgente. Il lettore si addentra con pudore nelle pieghe più recondite dell’animo umano e viene accompagnato con sensibilità dalla polifonia delle voci narranti in un “andata e ritorno” di vite fatte di paure, domande, solitudine, emarginazione ma anche tanto coraggio e determinazione in una quotidiana quete di affermazione di sé, della propria identità: “Io sono. E se sono accolto, mi sento accettato”.

I protagonisti di queste storie quotidianamente affrontano con coraggio il “folle volo” che li porterà alla suprema manifestazione del proprio io sfidando pregiudizi, ostilità e norme che stabiliscono e distinguono ciò che è ”normale” da ciò che è “diverso”, e che generano isolamento, emarginazione e costringono “a diventare matti per attirare l’attenzione o per qualsiasi altro motivo”.

“Farneticava. Principio di febbre cerebrale, avevano detto i medici; e lo ripetevano tutti i compagni d’ufficio, che ritornavano a due, a tre, dall’ospizio, ov’erano stati a visitarlo.” (Luigi Pirandello, Il treno ha fischiato)

Il contrasto follia/ragione si definisce attraverso il comportamento dei “sani, preoccupati di spiegare con parole scientifiche il caso dell’impiegato Belluca, protagonista della novella di Luigi Pirandello; ma anche attraverso credenze magico-rituali e stregonerie come nel racconto “Albedo”.

Nella pirandelliana scomposizione della realtà, che fa da sfondo al libro, nelle trappole che sembrano proteggere le storie di normale diversità, Belluca come Ciaula o Rosso Malpelo non ha alcun diritto, neppure quello di ribellarsi. E nel momento in cui l’impiegato tenta la fuga è giudicato pazzo.

Ma la follia in “Controcorrente” o nel racconto “Lia” diventa epifania di chi grida con coraggio: “respiro come tu respiri/ Ardo come tu ardi/ Unico come unico tu sei”

Ecco dunque che l’obiettivo di questo libro, “nato dall’esperienza in ambito educativo e terapeutico ma anche dal sentire e percepire, dall’amore per le relazioni umane” è stato pienamente raggiunto:

“Andata e Ritorno” diventa un andare e ritornare, un dare per crescere insieme, per capire che diverso (dal latino deverto) significa volgere da, allontanarsi da una strada per intraprenderne un’altra, allontanarsi dai pregiudizi, superare barriere mentali, e per comprendere che:

“Non sono dietro.

Né davanti.

Amo essere accanto.”

“Quando mi sono svegliato senza le gambe ho guardato la metà che mi era rimasta, non quella che era andata persa…la grande sfida è lavorare perché ci si concentri sulle persone e quello che hanno da offrire” (Alex Zanardi)

Con questa creazione Roberta Recchia e Federica Sanguigni, con la collaborazione di Emanuela Battista, ci hanno lanciato una sfida importante: guardare nella diversità al di là di paure e limiti per poter riconoscere noi stessi con la consapevolezza della raggiunta dignità di essere Uguale, pur nella Diversità.

(A cura della Prof. Luciana Sanguigni)

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